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Primo articolo del blog

Per la precisione è un articolo determinativo.

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Gli

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Perchè è utile questo blog, anzi, perchè è inutile.

Partiamo dal presupposto che in questo blog non troverete cose utili, altrimenti si chiamava “Pagine gialle” o “Aranzulla.it”. Qui troverete delle utili inutilità. Le cose utili ci servono per la vita di tutti i giorni, anche se qualcuno ritiene utile addirittura lavorare…

Le cose inutili, però, sono quelle che ci riempiono la giornata, tra una cosa utile e l’altra. Quindi evviva l’inutilità, evviva le cose inutili, che sono le cose che ci piace amiamo fare.
Chiedo scusa per questa premessa semi seria, non lo farò più. Promesso!

Cappuccetto rosso nel 2017

Cappuccetto rosso è una fiaba di qualcuno, probabilmente i Grimm o Andersen, mi interessa così tanto che non ho perso neanche quei 12 secondi, molti di più per chi ha Tiscali, per andare a vedere. In pratica parla di una ragazzina che porta da mangiare alla nonna, perchè malata, che poi incontra un lupo (sempre il lupo, già ai tempi di S.Francesco si usava questo capro espiatorio perchè ancora non c’erano i comunisti o Fabio Volo), che si mangia tutti e poi vengono salvati da un cacciatore (anche qui fantasia con la pala, ma almeno ci hanno risparmiato il principe azzurro, probabilmente perchè col rosso non ci sta tanto bene).

Analizziamo bene il tutto. Già partiamo dal presupposto che una mamma che fa andare una bambina da sola nel bosco, con delle focacce appena sfornate (e che quindi arriveranno fredde ed immangiabili), non mi pare proprio la mamma dell’anno. I servizi sociali sarebbero subito intervenuti per toglierle la bimba, e sarebbe finita alle iene. Altra cazzata clamorosa è la premura per la nonna della bimba che, al 50%, per la mamma, sarebbe la suocera. Figuriamoci quante attenzioni può avere per una suocera che hanno lasciato in mezzo al bosco, pur di non farsi rompere le palle. Va beh…andiamo avanti. La bimba nel bosco incontra il lupo e lei parla col lupo, che da sempre ha grandi doti oratorie… Il lupo invece di sbranarsela, o di mangiare le focacce, sicuramente avvelenate per la suocera, ci parla e si fa dire dove va di bello. La bambina, rincoglionita come pochi, gli svela i suoi piani. Quindi il lupo che fa? Va dalla nonna, se la mangia e poi si traveste da nonna. Sarà un lupo amante di Psycho di Hitchcock probabilmente, non contento si mangia cappuccetto rosso. Dunque: il lupo non è che abita a Desenzano, vive nel bosco, quindi conosce tutto del bosco. Non credo gli sia sfuggita una casa, una sola casa, nel bosco. Doveva veramente aspettare Cappuccetto rosso per andare dalla nonna? C’era bisogno di fare tutta questa cazzata per mangiarsi entrambe? Non c’è una associazione che difende l’intelligenza dei lupi? Dai… ci si indigna per ogni cazzata, e per questo no? Continuiamo, Cappuccetto rosso arriva dalla nonna, tralasciamo la cazzata del lupo che si traveste, il dialogo con cappuccetto rosso è a dir poco imbarazzante… (“Che occhi grandi, che orecchie grandi…” via, un pò di educazione…). Finalmente il lupo fa il lupo, si mangia questa piccola rompi coglioni. Ciliegina sulla torta? Il cacciatore che arriva, apre in due il lupo e, MIRACOLOSAMENTE, escono cappuccetto rosso e la nonna VIVE! Un lupo che ha una bocca come quella di Godzilla, e senza succhi gastrici. Quindi cappuccetto rosso torna a casa, distruggendo le speranze della mamma che in un solo colpo poteva liberarsi della figlia e della suocera. Diciamocela tutta, è credibile come le promozioni di POLTRONE E SOFà che terminano domenica. Facciamo un passo indietro, anzi in avanti, e riproponiamola al giorno d’oggi.

La mamma di cappuccetto rosso, che per comodità chiameremo Ermenegilda, manda la figlia che per comodità chiameremo cappuccetto rosso, nel bosco a portare le medicine sbagliate alla nonna malata, sperando che facciano il loro lavoro. Passa casualmente di lì un assistente sociale, che per arrotondare faceva contratti telefonici porta a porta, ed interviene. Ermenegilda capisce la gravità della situazione, ma capisce anche che ubi maior minor cessat, e che è più importante approfittare della precaria condizione di salute della suocera, e manda la figlia nel bosco. Nel frattempo l’assistente sociale dice alla signora che non è il caso di mandare una bimba da sola nel bosco, ma che, se si fa un contratto telefonico a casa più 2 sim, è disposta a dimenticare. Nel bosco la bimba parla con tutti gli animali che incontra, ma che, incredibilmente, non gli rispondono come se non parlassero la nostra lingua. Arrivata alla casa della nonna vede che questa è stata sbranata dal  lupo. L’animale è entrato avendo trovato la porta aperta, grazie all’avvertimento di Ermenegilda alla suocera, che le anticipava l’imminente arrivo di sua figlia, e le consigliava di passare a FOGNACOM, che offre 35 euro l’ora per avere chiamate illimitate verso tutti quelli che iniziano con la U e che sono nati di giovedì. La bimba trova la casa aperta e vede il lupo. “Nonna, come sei pelosa!” dice. Il lupo, non ancora sazio, salta addosso alla bimba e se la mangia, a pezzi, senza mangiarla intera,  come fece un suo lontano parente che fece una brutta fine. Arriva il cacciatore, che in realtà è un ladro che fa il cacciatore di copertura, e uccide il lupo senza pensarci su due volte, e ruba in casa della nonna. Subito intervengono gli animalisti, che protestano contro il cacciatore che, senza pensarci su due volte, li uccide e se ne va col bottino.

Conclusione: Ermenegilda è ospite fissa di Barbara D’Urso ogni domenica pomeriggio che parla dell’ingiustiza subita, dopo che degli extracomunitari hanno ucciso sua suocera e sua figlia, e del suo libro che uscirà prossimamente riguardo la sua straziante storia.

Davide Santocchi